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La scelta del nome dominio è il primo passo per il posizionamento su web: rappresenta infatti la prima indicazione dell’identità di un’azienda ed è in grado di veicolare, da solo, diversi aspetti relativi al brand e al tipo di attività svolto, localizzando soprattutto l’attività.

Considerando lo sviluppo del mercato e delle tecnologie di geotargetizzazione, una scelta corretta del nome dominio parte proprio dalla ponderazione di diversi elementi: andiamo a vedere quali sono, rimandando a documentazioni più tecniche per chi desiderasse approfondire la questione lato SEO.

Nel seguito parliamo quindi degli elementi che compongono il nome del sito, delle norme di copyright che vanno rispettate e di come scegliere un target geografico corretto, soprattutto in considerazione del fatto che la realizzazione di un sito web “multilingua” sta diventando ormai una consuetudine anche per le piccole aziende.

 

Com’è composto il nome di dominio di un sito web

 
Il nome di dominio di un sito web corrisponde ad una stringa tipo:

www.miodominio.tld

Dove:

wwwsta ad indicare il servizio di comunicazione World Wide Web
miodominioè il “Domain name” rappresentativo del business (Second Level)
tldè il “Top Level Domain” che specifica la nazione target (First Level)

 
Il miodominio rappresenta l’identità della mia attività e del mio brand su web, mentre il tld indica l’area geografica o la categoria di riferimento: ad esempio,.it indica Italia, .com sta per “commercial”, .org per “organizzazioni”, net per “network” etc….

Vediamo punto per punto come scegliere al meglio il nome di un dominio, combinando questi elementi.

 

Come scegliere il “DOMAIN NAME”

 
Un dominio internet è dotato di un forte carattere distintivo esattamente come il proprio marchio: per questo, la scelta del nome del dominio di un sito web è un elemento fondamentale. Il nome di dominio identifica il brand e l’attività su web, per questo deve essere:
 

  • Relativamente breve, così da garantire una migliore visibilità dell’azienda. Nomi troppo lunghi o complessi potrebbero risultare difficili da memorizzare oppure facilitare errori di battitura (in particolare se allo stesso dominio andranno associati anche gli indirizzi email)
  •  

  • Facile da ricordare e di immediata comprensione per l’utente web, che deve intuire subito il contenuto del sito (in alcuni casi, si può associare al nome del brand una parola chiave, oppure usare direttamente due parole-chiavi correlate)
  •  

  • Inconfondibile soprattutto se esistono altre aziende con nomi simili. È importante assicurarsi che la scelta del dominio aziendale ricada su un nome unico e difficilmente associabile soprattutto a diretti concorrenti.

 
Se abbiamo un brand depositato, la scelta del nome sarà chiaramente collegata.

 

Nome a dominio e tutela del marchio

 
La legittimità di un nome a dominio viene regolamentata anche dalla normativa in tema di marchi e brevetti, che dice:
 

Il nome a dominio è il segno distintivo che contraddistingue un sito internet (per esempio “uibm.gov.it”). La regola è che non si può registrare come marchio un segno noto come nome a dominio, a meno di non essere titolari del dominio stesso, né si può registrare un marchio altrui come nome a dominio.

(Fonte: Uibm.gov.it)
 
In linea generale, non è legittimo quindi registrare un dominio web con il marchio di un’altra azienda (soprattutto un marchio famoso) anche aggiungendo parole prima o dopo il nome del marchio stesso: il titolare del marchio potrebbe infatti muovere azione e ottenere la riassegnazione del nome a dominio in questione. Ovviamente ciò va declinato nel caso specifico: ad esempio, potranno essere considerati leciti utilizzi del tipo ‘Concessionario AUDI’ dove tale affermazione descrivesse una realtà di fatto.

Nella fattispecie concreta, esistono tuttavia alcuni siti con nomi dominio uguali a marchi registrati: ciò è considerato legittimo solo quando la classe di prodotti /servizi trattati nel sito è diversa da quella per i quali è stato registrato il marchio e a meno che il marchio in questione non sia famoso (in altre parole, non potrò utilizzare il marchio Coca-cola nemmeno su un sito di borse, a meno che non abbia un accordo con il noto brand).

Un altro caso reale è quello in cui esiste già un nome dominio (utilizzato da un’azienda che non ha registrato il marchio) e successivamente viene registrato un marchio uguale: in tal caso, il titolare del nome a dominio può impedire la registrazione di un marchio per la stessa classe di prodotti /servizi solo se il suo nome a dominio abbia acquisito notorietà nazionale. In considerazione di tutto ciò, consigliamo di procedere sempre e da subito alla registrazione del proprio marchio al fine di tutelare la propria identità.
 
Quanto detto rappresenta un’indicazione generale: per assicurarsi di non violare copyright o brevetti, consigliamo di visitare il sito della sezione marchi e brevetti dello Stato in cui si intende effettuare la registrazione, e di chiedere sempre una consulenza in materia ad un avvocato esperto.

 

Nome a dominio e keywords

 
Come accennato, quindi, nella scelta del nome a dominio abbiamo 3 ipotesi:
 

  • Un nome composto esclusivamente dal brand o dal nome dell’azienda. In questo caso, la scelta è correlata alla tutela industriale del marchio.
  •  

  • Un nome composto da brand + keyword correlata al business dell’azienda. Questa ipotesi permette un buon livello di differenziazione, soprattutto in quei casi in cui il nome dell’azienda sia (ad esempio) una sigla diffusa anche presso altre aziende differenti. L’indicazione di una categoria di appartenenza permetterebbe così un immediato riconoscimento da parte del pubblico web.
  •  

  • Un nome composto esclusivamente da combinazioni di parole chiave. Un’altra strategia percorribile è la scelta di domini che rappresentano esattamente la parola chiave core-business dell’azienda (ad esempio www.ristrutturazionimilano.it ), che possono anche essere sfruttate all’interno di una strategia SEO solo se al nome dominio corrisponde anche uno sviluppo interno di contenuti coerenti.

 

Nome a dominio ‘storico’

 
Nel caso la vostra scelta ricada su un dominio già utilizzato in passato, è opportuno verificare la situazione storica e la presenza di possibili penalizzazioni, backlink spam, ecc… L’anzianità di un dominio influisce infatti sul posizionamento di un sito web sia in negativo che in positivo: in questi casi, chiedete la valutazione di un esperto.

 

Dominio e multilingua (TLD)

 
L’esigenza di sviluppare un sito in lingue differenti è oggi una necessità molto sentita dalle aziende italiane, in quanto rappresenta l’opportunità di aprirsi a mercati esteri. Tuttavia, questo tipo di attività richiede uno studio molto attento: rendere un sito web multi-lingua potrebbe andare di pari passo con il rendere lo stesso sito anche multi-regione, e richiede una serie di accorgimenti sia tecnici sia di usabilità.

Dal punto di vista SEO, partiamo facendo una distinzione tra due aspetti basilari:
 

  • “Multi regional SEO” o geotargeting, ovvero le aree geografiche che il sito web deve raggiungere per ottenere l’interesse degli utenti nei target geografici di riferimento
  •  

  • “Multi lingual SEO” ovvero l’ottimizzazione dei contenuti in più lingue

 
Due attività distinte che devono convergere allo stesso obiettivo: per questo, il primo punto da chiarire è “Quali sono le aree geografiche che vogliamo raggiungere?” Solo dopo si potrà valutare in quali lingue tradurre il sito.

Non sempre una lingua corrisponde infatti al relativo paese: ad esempio, se hai un’attività locale come un ristorante in centro a Milano e vuoi realizzare una versione del tuo sito in lingua tedesca per i turisti di passaggio, ti limiterai a tradurre i contenuti del sito in tedesco mantenendo un geotargeting locale (es. www.ristorantenino.it). Se invece hai un sito di e-commerce di prodotti alimentari e vuoi vendere sul mercato tedesco, dovrai realizzare una versione del sito che, oltre ad avere i contenuti in lingua tedesca, si dovrà posizionare sul motore di ricerca tedesco come https://www.google.de/ .

 

Geotargeting

 

Definito il geo-targeting è possibile scegliere il dominio di primo livello (in inglese Top Level Domain o TLD) più adatto; come specificato dal forum di Google:
 

La Ricerca Google restituisce i siti più pertinenti e utili per l’utente. Per questo motivo, i risultati di ricerca visualizzati per un utente in Irlanda potrebbero essere diversi da quelli visualizzati per un utente in Francia.
Se il tuo sito ha un dominio di primo livello generico, ad esempio .com o .org, puoi aiutarci a stabilire quali siano i paesi più importanti per te. I siti con domini di primo livello codificati per paese (ad esempio .ie o .fr) sono già associati a un’area geografica (in questo caso all’Irlanda o alla Francia). Se utilizzi un dominio codificato per paese, non potrai specificare una località geografica. Potrai specificare un paese target nel rapporto Targeting internazionale.

(Fonte: Google)
 
Appare chiaro quindi come un sito di un’attività locale possa essere sviluppato con un TLD locale (ad esempio, www.miodominio.it ) quindi eventualmente presentare differenti lingue. Per un’azienda che deve invece proporsi su mercati esteri, è necessario studiare una strategia di posizionamento più completa, scegliendo se partire da un dominio di primo livello generico quindi con sviluppo multilingue (esempio www.miodominio.com/it, www.miodominio.com/en, www.miodominio.com/fr ) oppure se acquistare più domini locali (www.miodominio.it per l’Italia in Italiano, www.miodominio.de per la Germania e la lingua tedesca, www.miodominio.fr per la Francia etc…)
 
Le informazioni tecniche sull’ottimizzazione della struttura dei siti multilingua e multiregional sono reperibili sempre da forum di Google, a questi indirizzi:
https://support.google.com/webmasters/answer/182192?hl=it
https://support.google.com/webmasters/answer/189077?hl=it

 

Domini geografici di terzo livello

 
Nel mercato italiano, le piccole attività locali possono utilizzare anche i domini geografici di terzo livello; si tratta di classici domini.it cui è possibile associare tutti i servizi (come la posta, l’hosting, etc…) e che si dividono in 2 sottocategorie:
 

  • Domini provinciali, del tipo ..it oppure ..it, come ad esempio: ristruttirazioni.mi.it oppure ristrutturazioni.milano.it
  •  

  • Domini regionali, del tipo ..it, come ad esempio ristrutturazioni.lombardia.it

 
Nel caso di utilizzo di questi domini, l’indicazione della provincia deve essere corretta: ad esempio, usare www.ristrutturazioni.brugherio.mi.it sarebbe un errore perché Brugherio è in provincia di Monza Brianza (MB) non di Milano (MI). La localizzazione scelta deve essere in linea con la localizzazione dell’attività e le keyword adottate nei contenuti del sito.

In generale, si tratta di domini piuttosto lunghi che quindi potrebbero apparire molto scomodi soprattutto se associati ad indirizzi email: immaginate di scrivere o dettare un indirizzo del tipo paolo.rossi@ ristrutturazioni.brugherio.mb.it . Per questo, e per altri motivi, si possono utilizzare anche in affiancamento al sito ufficiale, ad esempio per sviluppare campagne mirate su keywords target.

 

La scelta giusta

 

La scelta del dominio è il primo importante passo della tua strategia web: eseguila con la massima attenzione, pesando tutti i aspetti diversi tra risultati a medio e lungo termine.

Hai dubbi, domande oppure vuoi un consiglio esperto?
Contattaci o scrivici: siamo a tua completa disposizione.

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