Legge 132/2025: cosa prevede la normativa italiana sull’Intelligenza Artificiale
La Legge 132/2025 è la prima normativa italiana dedicata all’Intelligenza Artificiale che completa, a livello nazionale, il quadro europeo definito dall’AI Act.
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre 2025 ed entrata in vigore il 10 ottobre 2025, la legge introduce principi e disposizioni sull’utilizzo dell’IA in Italia, completando il quadro definito a livello europeo dall’AI Act – Regolamento (UE) 2024/1689, .
Le due normative lavorano su piani complementari: mentre il Regolamento europeo stabilisce il quadro generale applicabile nell’Unione, la Legge 132/2025 interviene su aspetti specifici dell’ordinamento italiano, dalla sanità al lavoro, dalle professioni alla Pubblica Amministrazione, fino alla governance nazionale, al diritto d’autore e alle nuove fattispecie penali.
In questo articolo vediamo cosa prevede la Legge 132/2025, a chi si applica, cosa cambia per le imprese e cosa devono fare le aziende che utilizzano sistemi di Intelligenza Artificiale.
Argomenti trattati
Cos’è la Legge 132/2025 sull’Intelligenza Artificiale
La legge 132/2025 “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale” è la prima legge nazionale che disciplina l’intelligenza artificiale in Italia. Pubblicata il 25 settembre, è entrata in vigore dal 10 ottobre 2025.
La normativa si inserisce nel quadro definito a livello europeo dall’AI Act (Regolamento UE 2024/1689) e stabilisce i principi generali (artt. 1-6) e le disposizioni per alcuni settori, tra cui sanità, lavoro, professioni, Pubblica Amministrazione e giustizia (artt. 7-18). Definisce anche la governance nazionale dell’IA e le misure a sostegno dello sviluppo e degli investimenti (artt. 19-24), oltre a nuove regole su diritto d’autore e reati digitali (artt. 25-26).
Il principio alla base è quello di un’IA antropocentrica, ovvero sviluppata e utilizzata nel rispetto dei diritti fondamentali, mantenendo la persona al centro dei processi. L’obiettivo è favorire un utilizzo dell’IA corretto, trasparente e responsabile, conciliando innovazione, competitività, sicurezza e tutela delle persone.
La legge prevede inoltre una delega al Governo per adottare ulteriori decreti legislativi necessari ad adeguare la normativa nazionale all’AI Act e completare la disciplina italiana sull’IA.
Legge 132/2025 in breve
Segue una tabella di sintesi:
LEGGE 132/2025 IN BREVE | |
|---|---|
| Cos’è | È la prima legge italiana sull’intelligenza artificiale e si integra con il Regolamento europeo sull’IA (AI Act – Reg. UE 2024/1689). Stabilisce i principi generali che i sistemi e modelli di intelligenza artificiale devono rispettare, adottando un approccio antropocentrico. Promuove l’adozione responsabile dell’IA da parte di enti pubblici e imprese private. |
| Cosa prevede | Impone alle aziende di mappare tutti i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati e adottare le misure necessarie per garantire la sicurezza dei dati gestiti nei sistemi di IA. Introduce regole specifiche per alcuni ambiti come sanità, giustizia, pubblica amministrazione, lavoro e media digitali, sull’utilizzo dell’IA nell'ambito del diritto d'autore e una serie di aggravanti per i reati commessi mediante sistemi di Intelligenza Artificiale, oltre al nuovo articolo 612-quater del Codice penale connesso ai deepfake. |
| Chi deve adeguarsi | La normativa si applica a tutti i soggetti pubblici e privati che sviluppano, gestiscono o utilizzano sistemi di IA. |
| Come adeguarsi | I soggetti interessati devono:
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| Autorità di controllo | La legge (art. 20) designa l'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) e l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) come autorità nazionali per l'intelligenza artificiale. Alla Banca d'Italia, CONSOB e IVASS, invece, resta il ruolo di autorità di vigilanza del mercato. |
| Sanzioni | Oltre alle sanzioni amministrative per le violazioni delle norme su sicurezza, trasparenza e conformità dei sistemi di IA, applicate dalle autorità competenti (ACN e AgID), il Capo V delle legge prevede disposizioni penali, quali:
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Date e scadenze |
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| Norme di riferimento |
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AI Act e Legge italiana sull’IA: differenze e ambiti di applicazione
L’AI Act costituisce il quadro normativo europeo generale e disciplina, tra le altre cose, i sistemi di IA in base al rischio, gli obblighi dei diversi operatori, i sistemi ad alto rischio, i modelli di IA per finalità generali e gli obblighi di trasparenza.
La Legge 132/2025 completa questo quadro sul piano nazionale: definisce principi e regole specifiche per alcuni settori, individua le autorità italiane competenti, introduce disposizioni in materia penale e di diritto d’autore e delega il Governo ad adottare ulteriori misure di adeguamento.
La normativa italiana e quella europea sono, quindi, complementari, e si integrano anche alle altre discipline eventualmente applicabili, come GDPR, normativa sul lavoro, diritto d’autore e cybersicurezza.
| Ambito di confronto | AI Act (Reg. UE 2024/1689) | Legge italiana 132/2025 |
|---|---|---|
| Rapporto con il GDPR | Si applica insieme al GDPR quando i sistemi di IA comportano il trattamento di dati personali. | Si coordina con la normativa sulla protezione dei dati e introduce disposizioni specifiche, in particolare per l’uso dell’IA in ambito sanitario e di ricerca. |
| Approccio normativo | Adotta un approccio basato sul rischio, prevedendo pratiche vietate, sistemi ad alto rischio e specifici obblighi di trasparenza, oltre alla disciplina dei modelli GPAI. | Integra il quadro europeo con principi generali e disposizioni nazionali specifiche per determinati settori e ambiti. Non introduce una propria classificazione dei sistemi per livello di rischio. |
| Ambito di applicazione | Normativa orizzontale europea applicabile ai soggetti e alle fattispecie individuati dal Regolamento, anche in diversi settori economici e sociali. | Disciplina a livello nazionale ricerca, sviluppo, adozione e applicazione dell’IA, prevedendo inoltre norme specifiche per alcuni settori, tra cui sanità, lavoro, professioni intellettuali, PA e giustizia. |
| IA generativa e deepfake | Prevede specifici obblighi di trasparenza per determinati contenuti generati o manipolati artificialmente, compresi i deepfake. | Introduce il reato di illecita diffusione di contenuti generati o alterati con IA, quando ricorrono le condizioni previste dall’art. 612-quater c.p |
| Governance | Definisce un sistema europeo di governance che comprende, tra gli altri, AI Office, European Artificial Intelligence Board, forum consultivo e gruppo di esperti scientifici. | Individua AgID e ACN quali Autorità nazionali per l’IA, attribuendo loro funzioni differenti e prevedendo forme di coordinamento nazionale. |
| Esclusioni | Non si applica, tra l’altro, ai sistemi utilizzati esclusivamente per scopi militari, di difesa o di sicurezza nazionale. | Prevede una disciplina particolare per le attività svolte per scopi di sicurezza nazionale, cybersicurezza e difesa nazionale, ferme restando specifiche garanzie e la normativa applicabile. |
I principi della legge italiana sull’IA
La Legge 132/2025 definisce alcuni principi fondamentali che devono guidare lo sviluppo e l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in Italia, con l’obiettivo di favorire l’innovazione senza compromettere i diritti e le libertà delle persone.
Tra questi assumono particolare rilievo:
- tutela dei diritti fondamentali e della dignità della persona;
- trasparenza, proporzionalità e sicurezza;
- protezione dei dati personali e riservatezza;
- accuratezza e non discriminazione;
- supervisione e responsabilità umana;
- cybersicurezza;
- accessibilità e inclusione;
- tutela della libertà di espressione, pluralismo e vita democratica.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla protezione dei dati personali e alla trasparenza delle informazioni.
La legge prevede infine una disciplina specifica per le attività di IA svolte per finalità di sicurezza nazionale, cybersicurezza e difesa nazionale, ferme restando le garanzie previste a tutela dei diritti fondamentali.
Chi deve adeguarsi
La nuova legge italiana sull’IA riguarda tutti i soggetti pubblici e privati che sviluppano, gestiscono o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale. A tutti questi soggetti viene chiesto di adottare un approccio responsabile e trasparente, assicurando il rispetto della normativa italiana ed europea.
Cosa cambia per le imprese
La Legge 132/2025 introduce un elenco di nuovi adempimenti per le aziende che utilizzano sistemi di IA, ma gli obblighi dipendono dal ruolo dell’impresa, dal settore nel quale opera, dalle modalità con cui utilizza l’IA e da altre normative applicabili, come AI Act, GDPR e normativa sul lavoro.
Per le aziende diventa quindi importante adottare un approccio strutturato e consapevole alla gestione dell’IA, conoscendo gli strumenti utilizzati e valutandone finalità, dati trattati e possibili implicazioni.
Particolare attenzione deve essere dedicata all’utilizzo dell’IA nei rapporti di lavoro. Quando questi sistemi incidono sulla gestione del personale, l’impresa deve garantire adeguata trasparenza nei confronti dei lavoratori e verificare il rispetto delle disposizioni previste dalla normativa sul lavoro e sulla protezione dei dati personali.
Un altro aspetto centrale è la formazione del personale. Chi utilizza strumenti di IA deve disporre di competenze adeguate per comprenderne possibilità e limiti e utilizzarli in modo corretto e consapevole, in coerenza anche con gli obblighi di AI literacy previsti dall’AI Act.
Cosa devono fare le aziende
Per un’impresa che utilizza sistemi di Intelligenza Artificiale, il primo passo è capire come e dove viene utilizzata l’IA all’interno dell’organizzazione.
È quindi opportuno effettuare una mappatura degli strumenti utilizzati, individuandone finalità, utenti, dati coinvolti e processi aziendali interessati. A partire da questa analisi è possibile verificare gli obblighi applicabili e definire regole interne per un utilizzo corretto e responsabile dell’IA.
L’articolo 24 della Legge 132/2025 prevede anche interventi normativi per completare l’adeguamento dell’ordinamento italiano all’AI Act, compresi aspetti relativi a formazione, vigilanza e sistema sanzionatorio.
Checklist per imprese
Di seguito lo schema degli aspetti che un’impresa dovrebbe verificare per gestire correttamente l’utilizzo dell’IA e individuare gli eventuali obblighi.
| Attività | Cosa verificare |
| Mappatura dei sistemi di IA |
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| Verifica degli obblighi |
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| Protezione dei dati |
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| IA e lavoratori |
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| Policy e responsabilità |
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| Sicurezza |
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| Formazione |
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| Monitoraggio |
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Ambiti di applicazione della Legge 132/2025
La legge individua alcuni settori chiave per i quali stabilisce regole specifiche sull’impiego dell’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di garantire sicurezza, trasparenza e tutela dei diritti.
Sanità e ricerca (artt. 7-10)
In ambito sanitario, l’IA può essere utilizzata come strumento di supporto per la prevenzione, la diagnosi e la cura, ma la decisione finale rimane del medico e il paziente deve essere informato sull’utilizzo di queste tecnologie.
La legge prevede una piattaforma nazionale di IA, affidata ad AGENAS, per offrire un supporto ai Professionisti Sanitari su attività di diagnostica di base, gestione di cronicità e attività quali prevenzione e promozione della salute. Ulteriori disposizioni riguardano anche l’integrazione dell’IA nel sistema sanitario e nel Fascicolo Sanitario Elettronico.
Sono previste anche disposizioni specifiche per la ricerca e la sperimentazione scientifica in ambito sanitario basate sull’IA. Determinati trattamenti di dati per finalità di ricerca vengono riconosciuti come di rilevante interesse pubblico, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa sulla protezione dei dati personali.
Lavoro (artt. 11-12)
La legge stabilisce che l’utilizzo dell’IA nel mondo del lavoro debba essere sicuro, affidabile, trasparente e rispettoso della dignità e dei diritti dei lavoratori. L’IA può essere utilizzata per migliorare le condizioni di lavoro, tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori, accrescere la qualità delle prestazioni lavorative e la produttività delle persone (art. 11).
Il datore di lavoro è tenuto a informare i lavoratori sull’uso di sistemi di IA nei casi e secondo le modalità previste dalla normativa sul lavoro, ad esempio quando vengono usati sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzato.
Per monitorare l’impatto dell’IA sul lavoro, la legge istituisce l’Osservatorio sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro presso il Ministero del Lavoro, con funzioni di monitoraggio e promozione della formazione di lavoratori e datori di lavoro.
Professioni intellettuali (art. 13)
Nelle professioni intellettuali, l’IA può essere utilizzata come strumento di supporto al lavoro umano: avvocati, consulenti, medici, architetti o giornalisti possono usare strumenti di IA per migliorare efficienza e precisione, ma il contributo umano resta al centro del processo decisionale.
La legge introduce anche uno specifico obbligo di trasparenza: il professionista che utilizza sistemi di IA deve comunicarlo al destinatario della prestazione con un linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
Pubblica Amministrazione (art. 14) e giustizia (art. 15)
La Pubblica Amministrazione può utilizzare l’IA per aumentare l’efficienza, ridurre i tempi dei procedimenti e migliorare i servizi. L’IA deve però avere una funzione di supporto: la persona resta responsabile dei provvedimenti e dei procedimenti nei quali viene utilizzata la tecnologia. La PA deve inoltre assicurare la conoscibilità del funzionamento dei sistemi e la tracciabilità del loro utilizzo.
Nel settore giudiziario, i sistemi di IA possono essere usati per l’organizzazione dei servizi, la semplificazione del lavoro giudiziario e le attività amministrative. Le decisioni relative all’interpretazione e all’applicazione della legge, alla valutazione dei fatti e delle prove e all’adozione dei provvedimenti restano sempre riservate al magistrato.
Diritto d’autore e Intelligenza Artificiale
La legge interviene anche sulla disciplina italiana del diritto d’autore, introducendo disposizione specifiche sull’utilizzo dell’IA (art. 26).
La tutela viene espressamente riferita alle opere dell’ingegno umano, comprese quelle realizzate con l’ausilio di strumenti di Intelligenza Artificiale, purché siano il risultato del lavoro intellettuale dell’autore. L’utilizzo dell’IA, quindi, non esclude di per sé la protezione dell’opera: ciò che rimane determinante è il contributo intellettuale umano.
La normativa interviene inoltre sul Text and Data Mining (TDM), ovvero l’analisi automatizzata di grandi quantità di testi e dati, chiarendo che anche quando queste tecniche vengono utilizzate attraverso sistemi di IA devono essere rispettate le condizioni e le regole previste dalla normativa sul diritto d’autore.
Deepfake e reati legati all’IA
Tra le novità più significative della Legge 132/2025 figurano anche le modifiche al Codice penale.
Viene introdotta un’aggravante per i reati commessi mediante sistemi di Intelligenza Artificiale quando il loro utilizzo costituisce un mezzo insidioso, ostacola la difesa o aggrava le conseguenze del reato.
Nasce inoltre il nuovo articolo 612-quater del Codice penale, dedicato all’illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di IA, che cita:
Articolo 612-quater c.p. – Chiunque cagiona un danno ingiusto ad una persona, cedendo, pubblicando o altrimenti diffondendo, senza il suo consenso, immagini, video o voci falsificati o alterati mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale e idonei a indurre in inganno sulla loro genuinità, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio ovvero se è commesso nei confronti di persona incapace, per età o per infermità, o di una pubblica autorità a causa delle funzioni esercitate.
La norma punisce con la reclusione da uno a cinque anni chi, causando un danno ingiusto a una persona, cede, pubblica o diffonde senza il suo consenso immagini, video o voci falsificati o alterati mediante IA e idonei a ingannare sulla loro autenticità.
La legge interviene anche su altri reati nei quali l’impiego dell’Intelligenza Artificiale può assumere particolare rilevanza.
Investimenti per Intelligenza Artificiale e innovazione
La normativa oltre a contenere regole e limitazioni per l’utilizzo dell’IA, prevede anche misure per favorire lo sviluppo e la crescita del settore in Italia.
L’articolo 23 autorizza investimenti fino a 1 miliardo di euro, destinati a sostenere le imprese attive nell’Intelligenza Artificiale, nella cybersicurezza e nelle tecnologie abilitanti, comprese le tecnologie quantistiche. Le risorse possono essere destinate a investimenti in equity o quasi-equity, ovvero strumenti finalizzati a sostenere il capitale e la crescita delle imprese, attraverso fondi gestiti dal Fondo di sostegno al venture capital.
L’obiettivo è rafforzare lo sviluppo dell’ecosistema tecnologico italiano, sostenendo imprese e progetti innovativi nei settori considerati strategici.
Governance: AgID e ACN
La Legge 132/2025 individua due Autorità nazionali per l’Intelligenza Artificiale, attribuendo loro competenze differenti nell’attuazione della normativa e nel sistema di governance dell’IA in Italia.
Le due agenzie operano in coordinamento tra loro e con le altre amministrazioni e autorità competenti nei rispettivi settori.
| Autorità | Ruolo e funzioni (Legge 132/2025, art. 20) |
| AgID – Agenzia per l’Italia Digitale | Promuove l’innovazione e lo sviluppo dell’IA. Definisce le procedure di valutazione, notifica e accreditamento dei soggetti che verificano la conformità dei sistemi di intelligenza artificiale. |
| ACN – Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale | Vigila sulla sicurezza e la conformità dei sistemi di IA. Ha poteri ispettivi e sanzionatori, promuove lo sviluppo dell’IA nei profili di cybersicurezza. |
| Comitato di coordinamento | Coordina le attività delle Autorità nazionali per L’IA e assicura coerenza con l’AI Act europeo. |
| Altre autorità | Banca d’Italia, CONSOB e IVASS vigilano sul mercato. Il Garante Privacy tutela i dati personali. AGCOM agisce come Coordinatore dei Servizi Digitali. |
Iter e cronologia della Legge italiana IA
Il percorso della prima normativa organica italiana sull’Intelligenza Artificiale ha avuto inizio con il Disegno di legge 1146/24, successivamente modificato durante l’iter parlamentare fino all’approvazione definitiva.
Le principali tappe sono:
- 17 settembre 2025: approvazione definitiva del Disegno di legge;
- 23 settembre 2025: promulgazione della Legge n. 132/2025;
- 25 settembre 2025: pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale;
- 10 ottobre 2025: entrata in vigore della legge;
- 15 dicembre 2025: istituzione dell’Osservatorio sull’adozione di sistemi di Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, previsto dall’art. 12;
- entro il 10 ottobre 2026: termine previsto dall’art. 24 per l’adozione dei decreti legislativi delegati per l’adeguamento della normativa nazionale all’AI Act.
La Legge 132/2025 rappresenta quindi solo una parte del percorso di regolamentazione dell’IA in Italia. L’articolo 24 prevede ulteriori interventi per completare l’adeguamento della normativa nazionale al quadro europeo.
Domande Frequenti
Cos’è la Legge 132/2025?
La Legge 132/2025 è la prima normativa nazionale dedicata all’Intelligenza Artificiale in Italia. Stabilisce principi generali, introduce disposizioni specifiche per alcuni settori e definisce la governance nazionale dell’IA. La legge contiene inoltre deleghe al Governo per completare l’adeguamento della normativa italiana al quadro europeo.
La legge italiana sull’IA sostituisce l’AI Act europeo?
No. La Legge 132/2025 si integra con l’AI Act (Regolamento UE 2024/1689). L’AI Act definisce il quadro normativo europeo generale, mentre la legge italiana introduce disposizioni nazionali e regole specifiche per alcuni settori.
Cosa cambia per le imprese che utilizzano l’IA?
Le imprese devono prestare maggiore attenzione a come e dove vengono utilizzati i sistemi di IA, verificando gli obblighi applicabili in base al settore, alle finalità di utilizzo e ai dati coinvolti. Particolare attenzione è richiesta, ad esempio, nell’utilizzo dell’IA nei rapporti di lavoro e nel trattamento dei dati personali.
Cosa deve fare un’azienda che utilizza sistemi di Intelligenza Artificiale?
Un primo passo è mappare gli strumenti di IA utilizzati, individuandone finalità, utenti, dati coinvolti e processi interessati. È poi necessario verificare gli obblighi previsti dall’AI Act, dalla Legge 132/2025 e dalle altre normative applicabili e definire adeguate regole interne per il loro utilizzo.
Cosa prevede la legge italiana sui deepfake?
La legge introduce il nuovo articolo 612-quater del Codice penale, che punisce la diffusione illecita di immagini, video o voci falsificati o alterati mediante sistemi di IA quando ricorrono le condizioni previste dalla norma. La pena prevista è la reclusione da uno a cinque anni.
Le opere realizzate con l’Intelligenza Artificiale sono protette dal diritto d’autore?
L’utilizzo dell’IA non esclude automaticamente la tutela del diritto d’autore. La protezione riguarda le opere dell’ingegno umano, comprese quelle realizzate con l’ausilio di strumenti di IA quando il risultato deriva dal lavoro intellettuale dell’autore.
L’Intelligenza Artificiale può essere utilizzata per la selezione e la gestione del personale?
L’IA può essere utilizzata anche nei rapporti di lavoro, ma devono essere rispettate le disposizioni applicabili in materia di trasparenza, tutela dei lavoratori e protezione dei dati personali. In determinati casi il datore di lavoro è tenuto a informare i lavoratori sull’utilizzo di sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati.
L’Intelligenza Artificiale può prendere decisioni in ambito sanitario o giudiziario?
In questi ambiti la legge attribuisce all’IA una funzione di supporto all’attività umana. In sanità la decisione finale sulla diagnosi e sulla cura resta al professionista sanitario, mentre in ambito giudiziario le decisioni sull’interpretazione della legge, sulla valutazione dei fatti e delle prove e sull’adozione dei provvedimenti restano riservate al magistrato.
Chi sono le autorità competenti per l’Intelligenza Artificiale in Italia?
La Legge 132/2025 individua AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) e ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) come Autorità nazionali per l’Intelligenza Artificiale, attribuendo loro funzioni differenti nell’ambito della governance, dello sviluppo, della vigilanza e della sicurezza dell’IA.
Fonti articolo
GAZZETTA UFFICIALE | L 132/2025
GAZZETTA UFFICIALE EUROPEA | Regolamento (UE) 2024/1689
GAZZETTA UFFICIALE | L 300/1970
GAZZETTA UFFICIALE | L 633/1941
GAZZETTA UFFICIALE | Codice Penale REGIO DECRETO 1398/1930
GAZZETTA UFFICIALE EUROPEA | Regolamento (UE) 2016/679
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