Lorem Ipsum

Si definisce “Lorem Ipsum” il testo latino che viene solitamente utilizzato come test nella progettazione grafica e nelle bozze per verificare il risultato di disegni, ortografia, colori o la distribuzione dello spazio. Il testo dipende dalla lunghezza necessaria, ma inizia sempre con queste due parole e spesso ripete semplicemente le stesse parole o frasi all’infinito.

Esistono generatori automatici di lorem ipsum che offrono versioni di testo più o meno estese. L’obiettivo finale è solo quello di verificare come apparirebbero le parole stampate o inserite (in versione digitale) all’interno di un contesto, evitando contenuti che potrebbero distrarre l’attenzione o condizionare l’osservatore.

 

Storia del “lorem ipsum”

Il testo del lorem ipsum deriva dal trattato di filosofia ‘De finibus bonorum et malorum (sui limiti del bene e del male)’, scritto da Marco Tullio Cicerone nel I secolo a.C. L’estratto originale recitava quanto segue:

“Neque porro quisquam est, qui dolorem ipsum quia dolor sit amet, consectetur, adipisci velit, sed quia non numquam eius modi tempora incidunt ut labore et dolore magnam aliquam quaerat voluptatem”.

Tuttavia, il testo utilizzato per le prove grafiche omette alcune parole e lettere, tanto da diventare un frammento incomprensibile in latino. “Dolorem ipsum” (“il dolore stesso”), ad esempio, diventa “lorem ipsum”:

“Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua”.

Si ritiene che fosse già utilizzato dagli stampatori di libri del primo Cinquecento, mentre negli anni ’60 del secolo scorso fu usato dalla ditta francese Letraset sulle famose lettere di trasferimento, per promuovere i diversi tipi di caratteri, stili e dimensioni delle sue lettere.

La sua popolarità è riemersa negli anni ’80, quando Aldus Corporation (azienda poi acquistata da Adobe System) lo incluse nel suo noto programma di web design PageMaker. Altri elaboratori di testi, come Microsoft Word, lo imitarono e usarono l’espressione come testo fittizio. Ancora oggi viene utilizzato nel marketing digitale e nello sviluppo di pagine web per includere contenuti provvisori.